La cultura architettonica del Novecento costituisce ancora oggi un repertorio vivo di principi e visioni capace di orientare il progetto contemporaneo. L’eredità non è intesa come ripetizione di modelli, ma come dispositivo attivo di trasformazione: l’esistente diventa matrice critica per interventi di rifunzionalizzazione, riscrittura e adattamento, in equilibrio tra permanenza e innovazione. La mostra Eredità in Architettura mette a confronto le ricerche di Atelier(s) Alfonso Femia e Park, evidenziando approcci distinti ma convergenti nell’interpretare il patrimonio come risorsa per la città contemporanea. Attraverso strategie di riqualificazione degli involucri, integrazioni volumetriche e aggiornamenti tipologici, i progetti presentati dimostrano come la tutela possa estendersi alla capacità dell’opera di adattarsi nel tempo. In dialogo con il pensiero di Renato De Fusco, emerge una visione del progetto come pratica critica e responsabile, fondata su un movimento continuo tra passato e presente, capace di generare nuove possibilità per l’architettura italiana.
Eredità in Architettura / Multari, Giovanni. - (2026), pp. 10-21.
Eredità in Architettura
Giovanni Multari
2026
Abstract
La cultura architettonica del Novecento costituisce ancora oggi un repertorio vivo di principi e visioni capace di orientare il progetto contemporaneo. L’eredità non è intesa come ripetizione di modelli, ma come dispositivo attivo di trasformazione: l’esistente diventa matrice critica per interventi di rifunzionalizzazione, riscrittura e adattamento, in equilibrio tra permanenza e innovazione. La mostra Eredità in Architettura mette a confronto le ricerche di Atelier(s) Alfonso Femia e Park, evidenziando approcci distinti ma convergenti nell’interpretare il patrimonio come risorsa per la città contemporanea. Attraverso strategie di riqualificazione degli involucri, integrazioni volumetriche e aggiornamenti tipologici, i progetti presentati dimostrano come la tutela possa estendersi alla capacità dell’opera di adattarsi nel tempo. In dialogo con il pensiero di Renato De Fusco, emerge una visione del progetto come pratica critica e responsabile, fondata su un movimento continuo tra passato e presente, capace di generare nuove possibilità per l’architettura italiana.| File | Dimensione | Formato | |
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