Nella storia dello sviluppo del moderno concetto di ‘paesaggio’, a partire dalle esperienze spirituali del Petrarca e certamente in linea con i loro presupposti, una posizione di straordinaria originalità e di notevole interesse critico mi sembra che sia ricoperta in pieno ’400 da Giovanni Pontano. Nella sua poesia l’attenzione per la natura si traduce nella creazione di indimenticabili paesaggi, che si sostanziano perlopiù dell’innata capacità del poeta di trasfigurare la realtà in un rarefatto mondo mitico. Attraverso la discussione di alcuni esempi tratti dalla produzione poetica dell’umanista il saggio cerca di mostrare come il paesaggio, nella varia declinazione delle sue manifestazioni e funzioni letterarie, sia per lui una rappresentazione trionfale di una bellezza che da una posizione spaziale esterna e concreta finisce per trovare la via dell’interiorizzazione e per dare vita e luce a nuovi luoghi dello spirito. Sembra, così, che la lezione del Petrarca appaia accolta e metabolizzata in una maniera del tutto originale dal Pontano in una dimensione quasi vitalistica del paesaggio, che si anima di presenze mitiche e fantastiche per aprire un canale di comunicazione tra il mondo fisico e quello psicologico e creare una nuova realtà naturale, tutta intrisa di suggestioni soprannaturali, capace di parlare, oltre ogni potere visivo, direttamente al cuore. In the history of the development of the modern concept of ‘landscape’, starting from Petrarch’s spiritual experiences and in line with their assumptions, a position of extraordinary originality and notable critical interest seems to me to be held in the middle of the 15th century by Giovanni Pontano. In his poetry, attention to nature translates into the creation of unforgettable landscapes, which are mostly based on the poet’s innate ability to transfigure reality into a rarefied mythical world. Through the discussion of some examples taken from the humanist’s poetic production, the essay tries to show how the landscape, in the various declinations of its literary manifestations and functions, is for him a triumphal representation of a beauty which from an external and concrete spatial position finds the way to interiorization and gives life and light to new places of the spirit. It seems therefore that Petrarca’s lesson appears to be welcomed and metabolised in a completely original way by Pontano in an a vitalistic dimension of the landscape, which comes alive with mythical and fantastic presences to open a channel of communication between the physical and psychological worlds and create a new natural reality, all imbued with supernatural suggestions, capable of speaking, beyond any visual power, directly to the heart.
La rappresentazione del paesaggio tra realismo descrittivo e trasfigurazione mitica nella poesia di Giovanni Pontano / Germano, Giuseppe. - In: RASSEGNA EUROPEA DI LETTERATURA ITALIANA. - ISSN 1122-5580. - 65-66:(2025), pp. 301-329.
La rappresentazione del paesaggio tra realismo descrittivo e trasfigurazione mitica nella poesia di Giovanni Pontano
Giuseppe Germano
2025
Abstract
Nella storia dello sviluppo del moderno concetto di ‘paesaggio’, a partire dalle esperienze spirituali del Petrarca e certamente in linea con i loro presupposti, una posizione di straordinaria originalità e di notevole interesse critico mi sembra che sia ricoperta in pieno ’400 da Giovanni Pontano. Nella sua poesia l’attenzione per la natura si traduce nella creazione di indimenticabili paesaggi, che si sostanziano perlopiù dell’innata capacità del poeta di trasfigurare la realtà in un rarefatto mondo mitico. Attraverso la discussione di alcuni esempi tratti dalla produzione poetica dell’umanista il saggio cerca di mostrare come il paesaggio, nella varia declinazione delle sue manifestazioni e funzioni letterarie, sia per lui una rappresentazione trionfale di una bellezza che da una posizione spaziale esterna e concreta finisce per trovare la via dell’interiorizzazione e per dare vita e luce a nuovi luoghi dello spirito. Sembra, così, che la lezione del Petrarca appaia accolta e metabolizzata in una maniera del tutto originale dal Pontano in una dimensione quasi vitalistica del paesaggio, che si anima di presenze mitiche e fantastiche per aprire un canale di comunicazione tra il mondo fisico e quello psicologico e creare una nuova realtà naturale, tutta intrisa di suggestioni soprannaturali, capace di parlare, oltre ogni potere visivo, direttamente al cuore. In the history of the development of the modern concept of ‘landscape’, starting from Petrarch’s spiritual experiences and in line with their assumptions, a position of extraordinary originality and notable critical interest seems to me to be held in the middle of the 15th century by Giovanni Pontano. In his poetry, attention to nature translates into the creation of unforgettable landscapes, which are mostly based on the poet’s innate ability to transfigure reality into a rarefied mythical world. Through the discussion of some examples taken from the humanist’s poetic production, the essay tries to show how the landscape, in the various declinations of its literary manifestations and functions, is for him a triumphal representation of a beauty which from an external and concrete spatial position finds the way to interiorization and gives life and light to new places of the spirit. It seems therefore that Petrarca’s lesson appears to be welcomed and metabolised in a completely original way by Pontano in an a vitalistic dimension of the landscape, which comes alive with mythical and fantastic presences to open a channel of communication between the physical and psychological worlds and create a new natural reality, all imbued with supernatural suggestions, capable of speaking, beyond any visual power, directly to the heart.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


