Rispetto alle rappresentazioni coeve e successive di Napoli, la veduta di Jan van Stinemolen (1582) adotta un punto di osservazione insolito, dalla collina al golfo. Ciò consente di percepire Napoli come inserita nel suo contesto naturale, che va dal Vesuvio ai Campi Flegrei. La natura svolge un ruolo fondamentale, sia all'esterno che all'interno delle mura della città, mentre le fortificazioni divergono dal circuito del viceré Toledo, sia nella morfologia delle cortine che nel rapporto con le aree urbane nord-occidentali. Quest'ultimo aspetto, in particolare, ha finora monopolizzato la discussione critica; l'articolo lo considera da una prospettiva diversa. A partire dalla rappresentazione della monumentale porta urbica in primo piano, lì dove le fonti registrano un'apertura minore, si propone che nel disegno si faccia ricorso a modelli ideali, che attingono all'immaginario delle città antiche. Inoltre, la rilevanza e la diversificazione del sottofondo roccioso (in questo come in altri disegni di Stinemolen) forniscono elementi per argomentare la speciale attenzione dell'autore per i fenomeni naturali di origine vulcanica, in parallelo all'interesse emergente nei circoli intellettuali coevi.
Il sottofondo roccioso della città: osservazione della natura e caratteri insediativi nella veduta di Napoli di Jan van Stinemolen / Tranchina, Antonino. - In: RIHA JOURNAL. - ISSN 2190-3328. - 2025: Special Issue:(2025). [10.11588/riha.2025.3.113741]
Il sottofondo roccioso della città: osservazione della natura e caratteri insediativi nella veduta di Napoli di Jan van Stinemolen
Antonino Tranchina
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2025
Abstract
Rispetto alle rappresentazioni coeve e successive di Napoli, la veduta di Jan van Stinemolen (1582) adotta un punto di osservazione insolito, dalla collina al golfo. Ciò consente di percepire Napoli come inserita nel suo contesto naturale, che va dal Vesuvio ai Campi Flegrei. La natura svolge un ruolo fondamentale, sia all'esterno che all'interno delle mura della città, mentre le fortificazioni divergono dal circuito del viceré Toledo, sia nella morfologia delle cortine che nel rapporto con le aree urbane nord-occidentali. Quest'ultimo aspetto, in particolare, ha finora monopolizzato la discussione critica; l'articolo lo considera da una prospettiva diversa. A partire dalla rappresentazione della monumentale porta urbica in primo piano, lì dove le fonti registrano un'apertura minore, si propone che nel disegno si faccia ricorso a modelli ideali, che attingono all'immaginario delle città antiche. Inoltre, la rilevanza e la diversificazione del sottofondo roccioso (in questo come in altri disegni di Stinemolen) forniscono elementi per argomentare la speciale attenzione dell'autore per i fenomeni naturali di origine vulcanica, in parallelo all'interesse emergente nei circoli intellettuali coevi.| File | Dimensione | Formato | |
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