Lo studio analizza la rappresentazione dello spazio urbano distopico e postapocalittico in Citéville e Citéruine, dittico di graphic novel di Jérôme Dubois, pubblicati simultaneamente nel 2020 presso due diverse case editrici francesi. Sebbene l'autore neghi una sequenzialità temporale tra le due opere, che si aprono a molteplici modalità di fruizione indipendenti o parallele, è inevitabile leggere nella città postapocalittica svuotata e priva di presenza umana, il riflesso desolato e postumo della città distopica, che nell’alienazione dei suoi abitanti prefigura la sua fine. Attraverso un approccio ecocritico e narratologico, l’articolo si pone l’obbiettivo di mostrare le potenzialità della narrazione visiva nel processo di consapevolezza della crisi climatica, soffermandosi in particolare su tre questioni: la temporalità straniante, la funzione narrativa dello spazio, e la modalità compositiva per sdoppiamento e sottrazione, che caratterizzano la rappresentazione della città di un domani sempre più vicino e di un dopodomani che agisce come spettro e come “terapia d’urto” sul nostro presente.
Citéville, Citéruine: spazi urbani del domani e del dopodomani nel graphic novel contemporaneo / Abignente, Elisabetta. - In: BETWEEN. - ISSN 2039-6597. - 30:XV(2025), pp. 1-20.
Citéville, Citéruine: spazi urbani del domani e del dopodomani nel graphic novel contemporaneo
Elisabetta Abignente
2025
Abstract
Lo studio analizza la rappresentazione dello spazio urbano distopico e postapocalittico in Citéville e Citéruine, dittico di graphic novel di Jérôme Dubois, pubblicati simultaneamente nel 2020 presso due diverse case editrici francesi. Sebbene l'autore neghi una sequenzialità temporale tra le due opere, che si aprono a molteplici modalità di fruizione indipendenti o parallele, è inevitabile leggere nella città postapocalittica svuotata e priva di presenza umana, il riflesso desolato e postumo della città distopica, che nell’alienazione dei suoi abitanti prefigura la sua fine. Attraverso un approccio ecocritico e narratologico, l’articolo si pone l’obbiettivo di mostrare le potenzialità della narrazione visiva nel processo di consapevolezza della crisi climatica, soffermandosi in particolare su tre questioni: la temporalità straniante, la funzione narrativa dello spazio, e la modalità compositiva per sdoppiamento e sottrazione, che caratterizzano la rappresentazione della città di un domani sempre più vicino e di un dopodomani che agisce come spettro e come “terapia d’urto” sul nostro presente.| File | Dimensione | Formato | |
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