Come si trasforma il potere decisionale dell’amministrazione quando le scelte non possono più prescindere da dati oggettivi e conoscenze strutturate? Questo saggio ricostruisce il monitoraggio come funzione amministrativa, destinata a incidere profondamente sulla configurazione della discrezionalità amministrativa. Nato come strumento di vigilanza sull’attuazione delle politiche pubbliche, il monitoraggio ha acquisito una configurazione giuridica autonoma grazie all’influenza europea, diventando una funzione orientata all’osservazione continua dell’andamento dell’azione per ridurre il rischio di imprevisti e supportarne la razionalità complessiva. Attraverso l’analisi della disciplina europea sui fondi strutturali, del modello organizzativo previsto per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e della normativa settoriale, il contributo ricostruisce le caratteristiche strutturali e funzionali del monitoraggio, ne evidenzia l’autonomia rispetto al controllo e ne valorizza la funzione di presupposto per l’adozione di decisioni di riesame, modifica o sostituzione. Il monitoraggio emerge così come espressione di un’amministrazione orientata al risultato, capace di adattarsi ai mutamenti del contesto e di fondare le proprie decisioni su basi conoscitive trasparenti, verificabili e condivise. Il monitoraggio emerge così come espressione di un’amministrazione orientata al risultato, capace di adattarsi ai mutamenti del contesto e di fondare le proprie decisioni su basi conoscitive trasparenti, verificabili e condivise.
Amministrare il futuro: la funzione di monitoraggio tra missione e risultato / Di Capua, Viviana. - In: DIRITTO AMMINISTRATIVO. - ISSN 2499-166X. - 4(2025), pp. 1171-1206.
Amministrare il futuro: la funzione di monitoraggio tra missione e risultato
Viviana Di Capua
2025
Abstract
Come si trasforma il potere decisionale dell’amministrazione quando le scelte non possono più prescindere da dati oggettivi e conoscenze strutturate? Questo saggio ricostruisce il monitoraggio come funzione amministrativa, destinata a incidere profondamente sulla configurazione della discrezionalità amministrativa. Nato come strumento di vigilanza sull’attuazione delle politiche pubbliche, il monitoraggio ha acquisito una configurazione giuridica autonoma grazie all’influenza europea, diventando una funzione orientata all’osservazione continua dell’andamento dell’azione per ridurre il rischio di imprevisti e supportarne la razionalità complessiva. Attraverso l’analisi della disciplina europea sui fondi strutturali, del modello organizzativo previsto per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e della normativa settoriale, il contributo ricostruisce le caratteristiche strutturali e funzionali del monitoraggio, ne evidenzia l’autonomia rispetto al controllo e ne valorizza la funzione di presupposto per l’adozione di decisioni di riesame, modifica o sostituzione. Il monitoraggio emerge così come espressione di un’amministrazione orientata al risultato, capace di adattarsi ai mutamenti del contesto e di fondare le proprie decisioni su basi conoscitive trasparenti, verificabili e condivise. Il monitoraggio emerge così come espressione di un’amministrazione orientata al risultato, capace di adattarsi ai mutamenti del contesto e di fondare le proprie decisioni su basi conoscitive trasparenti, verificabili e condivise.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


