Potentia e potestas rappresentano le due polarità originarie del potere politico. La prima è forza vitale e costituente che promana dalla collettività e fonda la legittimità dell’ordinamento; la seconda è potere costituito, che tende a istituzionalizzare e normalizzare quella stessa energia istituente entro forme e meccanismi di governo. Il saggio analizza la tensione costante tra queste due dimensioni (la potentia della società e la potestas delle istituzioni) come chiave di lettura della forma di Stato costituzionale moderno. A partire dal disallineamento tra l’ordinamento civilistico e quello costituzionale e, attraverso il paradigma della proprietà, si mostra come la normazione giuridica, quando chiusa nella logica della potestas, tradisca la sua vocazione democratica, mentre si rinnova ogni volta che incontra la potentia sociale, creativa e partecipativa. In questo senso, il contratto sociale può essere inteso non come vincolo rigido, ma come spazio di mediazione dinamica tra diritto vivente, diritto positivo e prassi costituzionalmente orientate dei cittadini. La riflessione, allora, si estende al rapporto tra forma di Stato e modelli partecipativi, mostrando come la cessione progressiva della potentia alla potestas (attraverso processi di privatizzazione, tecnicizzazione e depoliticizzazione del diritto) rappresenti, oggi, il centro di gravità della democrazia della rappresentanza.
Potentia e potestas tra ordinamento civilistico e ordinamento costituzionale: per una riflessione intorno ai modelli contrattualistici / Lucarelli, Alberto. - In: COSTITUZIONALISMO.IT. - ISSN 2036-6744. - 3/2025(2025), pp. 21-88.
Potentia e potestas tra ordinamento civilistico e ordinamento costituzionale: per una riflessione intorno ai modelli contrattualistici
Lucarelli Alberto
2025
Abstract
Potentia e potestas rappresentano le due polarità originarie del potere politico. La prima è forza vitale e costituente che promana dalla collettività e fonda la legittimità dell’ordinamento; la seconda è potere costituito, che tende a istituzionalizzare e normalizzare quella stessa energia istituente entro forme e meccanismi di governo. Il saggio analizza la tensione costante tra queste due dimensioni (la potentia della società e la potestas delle istituzioni) come chiave di lettura della forma di Stato costituzionale moderno. A partire dal disallineamento tra l’ordinamento civilistico e quello costituzionale e, attraverso il paradigma della proprietà, si mostra come la normazione giuridica, quando chiusa nella logica della potestas, tradisca la sua vocazione democratica, mentre si rinnova ogni volta che incontra la potentia sociale, creativa e partecipativa. In questo senso, il contratto sociale può essere inteso non come vincolo rigido, ma come spazio di mediazione dinamica tra diritto vivente, diritto positivo e prassi costituzionalmente orientate dei cittadini. La riflessione, allora, si estende al rapporto tra forma di Stato e modelli partecipativi, mostrando come la cessione progressiva della potentia alla potestas (attraverso processi di privatizzazione, tecnicizzazione e depoliticizzazione del diritto) rappresenti, oggi, il centro di gravità della democrazia della rappresentanza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


