Nel seminario di Zähringen del 1973, viene enunciata da Heidegger una peculiare espressione che sembrerebbe riassumere l’intero "Denkweg": quella di «fenomenologia dell’inapparente» (Phänomenologie des Unscheinbaren). Espressione paradossale, che come osservato da alcuni interpreti avrebbe in seguito motivato la cosiddetta "svolta teologica" della fenomenologia. Alla base di questo saggio, vi è l’ipotesi che la chiarificazione di tale topica possa trovare proficua discussione a partire dall’analisi di un concetto che ha accompagnato la riflessione heideggeriana sin nei suoi primi sviluppi: quello di «velatezza» (Verborgenheit). A partire da quest’ultimo, infatti, sarebbe possibile delucidare sia l’istanza della fenomenologia heideggeriana, nella propria vicinanza e lontananza da Husserl, sia il corrispettivo orizzonte tematico; nonché, infine, il profondo cambio di paradigma a cui entrambi sarebbero soggetti nel movimento della "Kehre".
Su ciò che si vela e ciò che si rivela. L’istanza della fenomenologia e il problema della velatezza nella riflessione di Martin Heidegger / Armenio, Giovanni Battista. - In: QUADERNI DI INSCHIBBOLETH. - ISSN 2532-5183. - 22:(2024), pp. 23-40.
Su ciò che si vela e ciò che si rivela. L’istanza della fenomenologia e il problema della velatezza nella riflessione di Martin Heidegger
Giovanni Battista Armenio
2024
Abstract
Nel seminario di Zähringen del 1973, viene enunciata da Heidegger una peculiare espressione che sembrerebbe riassumere l’intero "Denkweg": quella di «fenomenologia dell’inapparente» (Phänomenologie des Unscheinbaren). Espressione paradossale, che come osservato da alcuni interpreti avrebbe in seguito motivato la cosiddetta "svolta teologica" della fenomenologia. Alla base di questo saggio, vi è l’ipotesi che la chiarificazione di tale topica possa trovare proficua discussione a partire dall’analisi di un concetto che ha accompagnato la riflessione heideggeriana sin nei suoi primi sviluppi: quello di «velatezza» (Verborgenheit). A partire da quest’ultimo, infatti, sarebbe possibile delucidare sia l’istanza della fenomenologia heideggeriana, nella propria vicinanza e lontananza da Husserl, sia il corrispettivo orizzonte tematico; nonché, infine, il profondo cambio di paradigma a cui entrambi sarebbero soggetti nel movimento della "Kehre".| File | Dimensione | Formato | |
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