La storia più recente della produzione ceramica di Vietri sul Mare, che nel corso del Novecento ha attraversato fasi diverse, rappresenta uno degli esempi più convincenti di espressione artigianale capace, nella sua costante evoluzione, di tradurre in forme e oggetti il mito del Mediterraneo. Le sue radici risalgono all’XI secolo, quando piccole botteghe legate alla Badia di Cava avviarono una produzione destinata a svilupparsi nei secoli, diffondendosi da Vietri anche a Cava de’ Tirreni e a Salerno. La ceramica vietrese si configura così come un comparto emblematico: nata dalle necessità quotidiane e dalle risorse locali, ha saputo aprirsi progressivamente a contributi esterni, adattandosi a circostanze e opportunità sempre nuove, senza mai perdere il proprio imprinting originario, profondamente radicato nel contesto mediterraneo. Con il suo intreccio di culture e linguaggi, essa mostra come il dialogo tra interno ed esterno, tra locale e universale, sia stato alla base di un modello insieme imprenditoriale e creativo, che ancora oggi costituisce la formula più ricorrente e riconoscibili del cosiddetto Made in Italy. Il più evidente processo di apertura verso l’esterno ebbe inizio negli anni Venti e si sviluppò fino alla fine degli anni Trenta, quando Vietri sul Mare attirò una variegata comunità di artisti e artigiani provenienti dal Nord e dal Centro Europa. Questo fenomeno, noto come “periodo tedesco”, portò a un incontro tra le più avanzate ricerche espressive, ispirate al Bauhaus e alle principali scuole di arti applicate dei paesi d’origine, e la tradizione ceramica mediterranea. Ne nacque una sintesi originale, capace di unire lo spontaneismo dei riferimenti locali con le spinte innovative introdotte da queste nuove esperienze

The Ceramics of Vietri sul Mare and the Myth of the Mediterranean / Morone, Alfonso. - In: AREA. - ISSN 0394-0055. - anno XXXVI:n.°202(2025), pp. II-V.

The Ceramics of Vietri sul Mare and the Myth of the Mediterranean

Alfonso Morone
2025

Abstract

La storia più recente della produzione ceramica di Vietri sul Mare, che nel corso del Novecento ha attraversato fasi diverse, rappresenta uno degli esempi più convincenti di espressione artigianale capace, nella sua costante evoluzione, di tradurre in forme e oggetti il mito del Mediterraneo. Le sue radici risalgono all’XI secolo, quando piccole botteghe legate alla Badia di Cava avviarono una produzione destinata a svilupparsi nei secoli, diffondendosi da Vietri anche a Cava de’ Tirreni e a Salerno. La ceramica vietrese si configura così come un comparto emblematico: nata dalle necessità quotidiane e dalle risorse locali, ha saputo aprirsi progressivamente a contributi esterni, adattandosi a circostanze e opportunità sempre nuove, senza mai perdere il proprio imprinting originario, profondamente radicato nel contesto mediterraneo. Con il suo intreccio di culture e linguaggi, essa mostra come il dialogo tra interno ed esterno, tra locale e universale, sia stato alla base di un modello insieme imprenditoriale e creativo, che ancora oggi costituisce la formula più ricorrente e riconoscibili del cosiddetto Made in Italy. Il più evidente processo di apertura verso l’esterno ebbe inizio negli anni Venti e si sviluppò fino alla fine degli anni Trenta, quando Vietri sul Mare attirò una variegata comunità di artisti e artigiani provenienti dal Nord e dal Centro Europa. Questo fenomeno, noto come “periodo tedesco”, portò a un incontro tra le più avanzate ricerche espressive, ispirate al Bauhaus e alle principali scuole di arti applicate dei paesi d’origine, e la tradizione ceramica mediterranea. Ne nacque una sintesi originale, capace di unire lo spontaneismo dei riferimenti locali con le spinte innovative introdotte da queste nuove esperienze
2025
The Ceramics of Vietri sul Mare and the Myth of the Mediterranean / Morone, Alfonso. - In: AREA. - ISSN 0394-0055. - anno XXXVI:n.°202(2025), pp. II-V.
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