L’avvento della rivoluzione digitale ha innescato una profonda modificazione della percezione e dell’interazione umana con lo spazio: l’esperienza spaziale dell’uomo si è estesa a dimensioni prima ancorate a coordinate fisiche e sociali tangibili, sperimentando ambienti immateriali in grado di sfidare le categorie percettive e determinare nuove risposte psicologiche. Il fenomeno dei cosiddetti “spazi liminali digitali” sta assumendo sempre più rilevanza nella vita dei nativi digitali, costantemente immersi in una dimensione spaziale immateriale, che si estende dai videogame e dalla realtà virtuale e aumentata, fino ad arrivare ai social network, le nuove piazze virtuali dove è possibile vivere ed interagire in una dimensione parallela e atemporale rispetto alla vita reale. Attraverso la progressiva perdita di realtà materiale, la percezione della dimensione spaziale si è andata sempre più modificando, anticipando la futura realtà ologrammatica, dove i nostri avatar potranno interagire tra loro senza la barriera di uno schermo, superando luoghi e confini fisici. Il salto “quantico” dell’esperienza percettiva umana verso spazi sempre più immateriali e adimensionali sta imponendo nuove risposte cognitive ed emotive nell’utente, rendendo gli spazi liminali un campo di studio cruciale per comprendere l’evoluzione della psiche umana nell’ecosistema digitale. Attualmente ci troviamo in una fase di passaggio, durante la quale la nostra psiche si sta progressivamente abituando all’immaterialità e all’assenza di spazio propria degli ambienti virtuali digitali: tale passaggio avviene generalmente in maniera silente e subliminale, ma all’inizio dell’esperienza di passaggio alcuni individui possono addirittura reagire con sintomi quali disorientamento, smarrimento, ansia, vertigini, per poi abituare gradualmente i propri meccanismi percettivi alla nuova realtà, come nel caso degli immigrati digitali all’inizio delle proprie esperienze con i videogiochi arcade. Attraverso un’analisi interdisciplinare condotta a cavallo tra psicologia digitale e cognitiva (per l’analisi delle percezioni e delle risposte emotive), epistemologia informatica e filosofia digitale (per interrogare la natura della realtà e della conoscenza negli ambienti virtuali), gli studi sui media e i videogiochi (per esplorare le applicazioni pratiche e gli effetti immersivi di tali spazi), si cercherà di comprendere come questi ambienti di transizione stiano effettivamente influenzando la psiche individuale, i meccanismi percettivi e psico-sensoriali, e le stesse dinamiche sociali nell’era digitale, allo scopo di fornire una guida per sopravvivere in un futuro sempre più immateriale e incerto.
L’era dell’immateriale: viaggio negli spazi di confine del mondo digitale / Galetta, Giuseppe. - In: AGENDA DIGITALE EU. - ISSN 2421-4167. - (2025). [10.5281/zenodo.18759540]
L’era dell’immateriale: viaggio negli spazi di confine del mondo digitale
Giuseppe Galetta
2025
Abstract
L’avvento della rivoluzione digitale ha innescato una profonda modificazione della percezione e dell’interazione umana con lo spazio: l’esperienza spaziale dell’uomo si è estesa a dimensioni prima ancorate a coordinate fisiche e sociali tangibili, sperimentando ambienti immateriali in grado di sfidare le categorie percettive e determinare nuove risposte psicologiche. Il fenomeno dei cosiddetti “spazi liminali digitali” sta assumendo sempre più rilevanza nella vita dei nativi digitali, costantemente immersi in una dimensione spaziale immateriale, che si estende dai videogame e dalla realtà virtuale e aumentata, fino ad arrivare ai social network, le nuove piazze virtuali dove è possibile vivere ed interagire in una dimensione parallela e atemporale rispetto alla vita reale. Attraverso la progressiva perdita di realtà materiale, la percezione della dimensione spaziale si è andata sempre più modificando, anticipando la futura realtà ologrammatica, dove i nostri avatar potranno interagire tra loro senza la barriera di uno schermo, superando luoghi e confini fisici. Il salto “quantico” dell’esperienza percettiva umana verso spazi sempre più immateriali e adimensionali sta imponendo nuove risposte cognitive ed emotive nell’utente, rendendo gli spazi liminali un campo di studio cruciale per comprendere l’evoluzione della psiche umana nell’ecosistema digitale. Attualmente ci troviamo in una fase di passaggio, durante la quale la nostra psiche si sta progressivamente abituando all’immaterialità e all’assenza di spazio propria degli ambienti virtuali digitali: tale passaggio avviene generalmente in maniera silente e subliminale, ma all’inizio dell’esperienza di passaggio alcuni individui possono addirittura reagire con sintomi quali disorientamento, smarrimento, ansia, vertigini, per poi abituare gradualmente i propri meccanismi percettivi alla nuova realtà, come nel caso degli immigrati digitali all’inizio delle proprie esperienze con i videogiochi arcade. Attraverso un’analisi interdisciplinare condotta a cavallo tra psicologia digitale e cognitiva (per l’analisi delle percezioni e delle risposte emotive), epistemologia informatica e filosofia digitale (per interrogare la natura della realtà e della conoscenza negli ambienti virtuali), gli studi sui media e i videogiochi (per esplorare le applicazioni pratiche e gli effetti immersivi di tali spazi), si cercherà di comprendere come questi ambienti di transizione stiano effettivamente influenzando la psiche individuale, i meccanismi percettivi e psico-sensoriali, e le stesse dinamiche sociali nell’era digitale, allo scopo di fornire una guida per sopravvivere in un futuro sempre più immateriale e incerto.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Spazi liminali digitali - Giuseppe Galetta.pdf
accesso aperto
Tipologia:
Versione Editoriale (PDF)
Licenza:
Creative commons
Dimensione
431.08 kB
Formato
Adobe PDF
|
431.08 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


