Il saggio ricostruisce criticamente le modalità del “salvataggio” e della privatizzazione del Banco di Napoli, in cui l’azzeramento del capitale e la ricapitalizzazione senza diritto di opzione per i vecchi soci — in primis la Fondazione Banco di Napoli — sono andate a integrare una sostanziale “spoliazione” del valore residuo e dell’avviamento. Viene evidenziato come la successiva cessione a prezzo irrisorio abbia generato plusvalori, con l’effetto di alimentare letture di un trasferimento di ricchezza dal Mezzogiorno verso operazioni di sistema a beneficio di soggetti del Centro-Nord, privando il Sud di un antico Istituto bancario assai necessario per lo sviluppo del territorio e che oggi manca. Centrale è l’analisi dell’indennizzo previsto dall’art. 2 del D.L. 497/1996: la sua quantificazione dipende dall’esito delle attività della SGA (bad bank) e da una complessa formula che intreccia prezzo di dismissione, utili e costi effettivi sostenuti dallo Stato. Si analizza anche la necessità di un conteggio trasparente e sostanziale, non limitato a un orizzonte quinquennale incapace di riflettere i tempi reali di recupero dei crediti deteriorati, pena un arricchimento ingiustificato e la conferma politica di una persistente marginalizzazione del Sud nelle politiche nazionali del credito e dello sviluppo.
Mezzogiorno e Banco di Napoli: fu vero esproprio? / Patroni Griffi, Andrea. - In: ECONOMIA E POLITICA. - ISSN 2281-5260. - (2019).
Mezzogiorno e Banco di Napoli: fu vero esproprio?
Andrea Patroni Griffi
2019
Abstract
Il saggio ricostruisce criticamente le modalità del “salvataggio” e della privatizzazione del Banco di Napoli, in cui l’azzeramento del capitale e la ricapitalizzazione senza diritto di opzione per i vecchi soci — in primis la Fondazione Banco di Napoli — sono andate a integrare una sostanziale “spoliazione” del valore residuo e dell’avviamento. Viene evidenziato come la successiva cessione a prezzo irrisorio abbia generato plusvalori, con l’effetto di alimentare letture di un trasferimento di ricchezza dal Mezzogiorno verso operazioni di sistema a beneficio di soggetti del Centro-Nord, privando il Sud di un antico Istituto bancario assai necessario per lo sviluppo del territorio e che oggi manca. Centrale è l’analisi dell’indennizzo previsto dall’art. 2 del D.L. 497/1996: la sua quantificazione dipende dall’esito delle attività della SGA (bad bank) e da una complessa formula che intreccia prezzo di dismissione, utili e costi effettivi sostenuti dallo Stato. Si analizza anche la necessità di un conteggio trasparente e sostanziale, non limitato a un orizzonte quinquennale incapace di riflettere i tempi reali di recupero dei crediti deteriorati, pena un arricchimento ingiustificato e la conferma politica di una persistente marginalizzazione del Sud nelle politiche nazionali del credito e dello sviluppo.| File | Dimensione | Formato | |
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