Da tempo la narrazione è stata riconosciuta come quel dispositivo che consente all’essere umano di attribuire significato al mondo che lo circonda. Ad essere coinvolta nelle pratiche narrative è da un lato la dimensione esistenziale e dall’altro la dimensione sociale che prevede la presenza dell’altro per riuscire a portare all’esterno il proprio universo di memoria e di senso. Nell’attuale congiuntura di transizione educativa, il dispositivo narrativo è stato riconosciuto come essenziale in quanto permette ai professionisti del settore di avviare dinamiche riflessive che lasciano spazio alla valorizzazione dell’esperienza, all’indagine sulle scelte operative e al riconoscimento delle vicende passate per indirizzare la progettualità futura. Particolare attenzione è stata dedicata dalla comunità scientifica al diario di bordo, inteso come opportunità di decentramento che consente di vedere in prospettiva il modo di agire e di avviare una sorta di circolarità formativa che riguarda la consapevolezza dell’azione, l’uscita da un terreno di certezze e l’entrata in un terreno di presa di decisioni e di ristrutturazione. Nella nostra società multimodale contraddistinta dalla presenza di linguaggi plurimi devono trovare spazio storie polimorfiche: anche nelle pratiche diaristiche, alla scrittura deve affiancarsi il codice iconico, considerato come linguaggio in grado di trasmettere significati in modo immediato e di incidere nella realtà contemporanea.
Scrivere il pensare. Sul valore formativo e trasformativo delle pratiche narrative / Benelli, Caterina. - In: GRAPHOS. - ISSN 2785-6690. - IV:1(2025), pp. 67-79. [10.4454/graphos.130]
Scrivere il pensare. Sul valore formativo e trasformativo delle pratiche narrative
Caterina Benelli
2025
Abstract
Da tempo la narrazione è stata riconosciuta come quel dispositivo che consente all’essere umano di attribuire significato al mondo che lo circonda. Ad essere coinvolta nelle pratiche narrative è da un lato la dimensione esistenziale e dall’altro la dimensione sociale che prevede la presenza dell’altro per riuscire a portare all’esterno il proprio universo di memoria e di senso. Nell’attuale congiuntura di transizione educativa, il dispositivo narrativo è stato riconosciuto come essenziale in quanto permette ai professionisti del settore di avviare dinamiche riflessive che lasciano spazio alla valorizzazione dell’esperienza, all’indagine sulle scelte operative e al riconoscimento delle vicende passate per indirizzare la progettualità futura. Particolare attenzione è stata dedicata dalla comunità scientifica al diario di bordo, inteso come opportunità di decentramento che consente di vedere in prospettiva il modo di agire e di avviare una sorta di circolarità formativa che riguarda la consapevolezza dell’azione, l’uscita da un terreno di certezze e l’entrata in un terreno di presa di decisioni e di ristrutturazione. Nella nostra società multimodale contraddistinta dalla presenza di linguaggi plurimi devono trovare spazio storie polimorfiche: anche nelle pratiche diaristiche, alla scrittura deve affiancarsi il codice iconico, considerato come linguaggio in grado di trasmettere significati in modo immediato e di incidere nella realtà contemporanea.| File | Dimensione | Formato | |
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