Per Machiavelli, l'impulso del desiderio è politicamente rilevante. Tutti gli uomini, e in determinate condizioni anche i corpi politici, sono soggetti al dominio di una pulsione desiderante che condiziona sia l'azione nel mondo che la comprensione del mondo. Tuttavia, come questa pulsione debba essere intesa e come operi a livello psicologico, antropologico e politico rimane oggetto di dibattito. Sulla scia degli studi dedicati a questo aspetto del pensiero di Machiavelli, la prima parte di questo contributo offre una sorta di “fenomenologia” delle relazioni desideranti, ovvero descrive le molteplici traiettorie che il desiderio assume negli scritti del segretario. Nella seconda parte, si discute perché è impossibile derivare una “teoria politica del desiderio” strutturata da questa fenomenologia. Senza che si dia origine a una vera e propria ontologia del desiderio, in Machiavelli c'è tuttavia una complessa riflessione sul desiderio in cui il governo del desiderio non risiede nella moralità, ma nella politica e nella sua ragione pratica.
DEL DESIDERIO E DEL DESIDERARE IN NICCOLÒ MACHIAVELLI / Arienzo, Alessandro. - In: STORIA E POLITICA. - ISSN 2037-0520. - XVII:2(2025), pp. 337-369. [10.69087/STORIAEPOLITICA.XVII.2.2025.01]
DEL DESIDERIO E DEL DESIDERARE IN NICCOLÒ MACHIAVELLI
Alessandro Arienzo
2025
Abstract
Per Machiavelli, l'impulso del desiderio è politicamente rilevante. Tutti gli uomini, e in determinate condizioni anche i corpi politici, sono soggetti al dominio di una pulsione desiderante che condiziona sia l'azione nel mondo che la comprensione del mondo. Tuttavia, come questa pulsione debba essere intesa e come operi a livello psicologico, antropologico e politico rimane oggetto di dibattito. Sulla scia degli studi dedicati a questo aspetto del pensiero di Machiavelli, la prima parte di questo contributo offre una sorta di “fenomenologia” delle relazioni desideranti, ovvero descrive le molteplici traiettorie che il desiderio assume negli scritti del segretario. Nella seconda parte, si discute perché è impossibile derivare una “teoria politica del desiderio” strutturata da questa fenomenologia. Senza che si dia origine a una vera e propria ontologia del desiderio, in Machiavelli c'è tuttavia una complessa riflessione sul desiderio in cui il governo del desiderio non risiede nella moralità, ma nella politica e nella sua ragione pratica.| File | Dimensione | Formato | |
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