Una delle funzioni più antiche e fondamentali per l’uomo, è stata l’assistenza, in quanto cura e sostegno alla persona malata o in condizione di disagio, e quindi dalla messa in atto di un insieme di presidi assistenziali e terapeutici che vanno sotto il nome di cure. Tale prassi progredì accompagnando il genere umano nella sua storia con la consapevolezza che l’essere umano era fatto non solo di spirito ma anche di carne e che le continue cure permisero di far vivere assicurando il bene, attraverso l’istituzione di enti nati per tal scopo (ospizi, ospedali, ricoveri, monti, oratori, ecc.). La storia delle varie forme assistenziali è stata segnata dalla modalità con cui nel corso dei secoli la Chiesa e successivamente le istituzioni laiche hanno cercato di mettere in atto quello che era l’insegnamento cristiano: il malato era considerato sacro e per le sue sofferenze veniva assimilato a Cristo, al suo sacrificio sulla croce2 ed era un onore curarlo e servirlo3, trovando in questo una via privilegiata per incontrare Dio. Sulle soglie della modernità, la malattia fece la sua comparsa sulla scena politica. E la fece, almeno inizialmente, in posizione di soggetto politico: perché il problema che poneva non era più quello religioso della salvezza, ma quello secolare della conservazione della stabilità sociale. Una impostazione in bilico tra protezione, assistenza, cura e custodia. Nell’età moderna l’assistenza cominciò ad essere considerata non più espressione della pietà cristiana e quindi esclusivo monopolio della Chiesa, ma anche un segno dell’impegno sociale dei sovrani, che vedevano tra l’altro nell’edificazione di tali opere, un momento dell’esaltazione del proprio governo
Assistenza a Napoli fra XVI e XVIII secolo. Il malato come il Cristo / Rossi, Mariagrazia. - In: ITINERARI DI RICERCA STORICA. - ISSN 2385-2739. - (2022), pp. 169-174.
Assistenza a Napoli fra XVI e XVIII secolo. Il malato come il Cristo
Rossi Mariagrazia
2022
Abstract
Una delle funzioni più antiche e fondamentali per l’uomo, è stata l’assistenza, in quanto cura e sostegno alla persona malata o in condizione di disagio, e quindi dalla messa in atto di un insieme di presidi assistenziali e terapeutici che vanno sotto il nome di cure. Tale prassi progredì accompagnando il genere umano nella sua storia con la consapevolezza che l’essere umano era fatto non solo di spirito ma anche di carne e che le continue cure permisero di far vivere assicurando il bene, attraverso l’istituzione di enti nati per tal scopo (ospizi, ospedali, ricoveri, monti, oratori, ecc.). La storia delle varie forme assistenziali è stata segnata dalla modalità con cui nel corso dei secoli la Chiesa e successivamente le istituzioni laiche hanno cercato di mettere in atto quello che era l’insegnamento cristiano: il malato era considerato sacro e per le sue sofferenze veniva assimilato a Cristo, al suo sacrificio sulla croce2 ed era un onore curarlo e servirlo3, trovando in questo una via privilegiata per incontrare Dio. Sulle soglie della modernità, la malattia fece la sua comparsa sulla scena politica. E la fece, almeno inizialmente, in posizione di soggetto politico: perché il problema che poneva non era più quello religioso della salvezza, ma quello secolare della conservazione della stabilità sociale. Una impostazione in bilico tra protezione, assistenza, cura e custodia. Nell’età moderna l’assistenza cominciò ad essere considerata non più espressione della pietà cristiana e quindi esclusivo monopolio della Chiesa, ma anche un segno dell’impegno sociale dei sovrani, che vedevano tra l’altro nell’edificazione di tali opere, un momento dell’esaltazione del proprio governo| File | Dimensione | Formato | |
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