Il saggio analizza il fenomeno usurario alla fine del IV secolo, cercando di cogliere le relazioni tra legislazione imperiale ed etica cristiana, sia negli elementi di contiguità sia nelle loro peculiarità. In tale frangente storico, si colloca un’interessante costituzione di Teodosio I del 386 d.C. (CTh. 2.33.2), nella quale il legislatore pone in correlazione la pratica feneratizia con lo stato di bisogno del mutuatario. Tale provvedimento segna un significativo cambiamento di ottica, ponendo al centro le sorti del debitore (favor debitoris), con l’abbandono della posizione tradizionale, tesa a tutelare, in modo precipuo, gli interessi del creditore (favor creditoris). Di conseguenza, sotto il profilo repressivo-sanzionatorio, assumono nuovo peso giuridico gli aspetti soggettivi inerenti allo stato di necessità del debitore, che rende del tutto inaccettabile la previsione di interessi elevatissimi, oltre il tetto massimo consentito dalla legge. L’ultima parte del contributo si sofferma su alcuni emblematici passi del De Tobia di Ambrogio, dedicati appunto alla pratica usuraria, che mostrano con chiarezza la peculiare ‘radicalità’ della concezione cristiano-patristica rispetto alla prudente ‘laicità’ di quella romana classica.

Usura e stato di necessità in una costituzione di Teodosio I: note a margine di CTh. 2.33.2 / Corbo, Chiara. - In: TEORIA E STORIA DEL DIRITTO PRIVATO. - ISSN 2036-2528. - Numero speciale - Anno 2025 / Il volere nelle fragilità a cura di L. Solidoro e M. Scognamiglio:(2025), pp. 310-344.

Usura e stato di necessità in una costituzione di Teodosio I: note a margine di CTh. 2.33.2

chiara corbo
2025

Abstract

Il saggio analizza il fenomeno usurario alla fine del IV secolo, cercando di cogliere le relazioni tra legislazione imperiale ed etica cristiana, sia negli elementi di contiguità sia nelle loro peculiarità. In tale frangente storico, si colloca un’interessante costituzione di Teodosio I del 386 d.C. (CTh. 2.33.2), nella quale il legislatore pone in correlazione la pratica feneratizia con lo stato di bisogno del mutuatario. Tale provvedimento segna un significativo cambiamento di ottica, ponendo al centro le sorti del debitore (favor debitoris), con l’abbandono della posizione tradizionale, tesa a tutelare, in modo precipuo, gli interessi del creditore (favor creditoris). Di conseguenza, sotto il profilo repressivo-sanzionatorio, assumono nuovo peso giuridico gli aspetti soggettivi inerenti allo stato di necessità del debitore, che rende del tutto inaccettabile la previsione di interessi elevatissimi, oltre il tetto massimo consentito dalla legge. L’ultima parte del contributo si sofferma su alcuni emblematici passi del De Tobia di Ambrogio, dedicati appunto alla pratica usuraria, che mostrano con chiarezza la peculiare ‘radicalità’ della concezione cristiano-patristica rispetto alla prudente ‘laicità’ di quella romana classica.
2025
Usura e stato di necessità in una costituzione di Teodosio I: note a margine di CTh. 2.33.2 / Corbo, Chiara. - In: TEORIA E STORIA DEL DIRITTO PRIVATO. - ISSN 2036-2528. - Numero speciale - Anno 2025 / Il volere nelle fragilità a cura di L. Solidoro e M. Scognamiglio:(2025), pp. 310-344.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/1006690
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