Le preoccupazioni e le perplessità, suscitate dalla esperienza relativa al funzionamento delle forme di governo regionali, si accentuano ulteriormente nella prospettiva di una trasposizione a livello nazionale di soluzioni analoghe, atteso il fatto che lo Stato dispone di competenze particolarmente incisive e delicate, non allocate a livello regionale, come: tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza; difesa e forze armate; politica estera e rapporti internazionali; rapporti con le confessioni religiose; giurisdizione; determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali; previdenza sociale. Ad avviso di chi scrive, si deve, pertanto, ritenere, nella prospettiva di una revisione della forma di governo nazionale, che la soluzione preferibile sia quella di una razionalizzazione e stabilizzazione costituzionale della forma di governo parlamentare senza elezione diretta dell’esecutivo. Soluzione che si potrebbe utilmente perseguire attraverso le seguenti previsioni: superamento del bicameralismo perfetto e sussistenza del rapporto fiduciario solo tra camera bassa e governo; conferimento della fiducia al primo ministro da parte della camera dei deputati con la maggioranza assoluta dei voti; attribuzione al primo ministro del potere di nominare e di revocare i ministri; possibilità per la camera dei deputati di sfiduciare il primo ministro solo a maggioranza assoluta e con la indicazione contestuale del nuovo primo ministro.
Stravolgimento della forma di governo parlamentare italiana nel DDL costituzionale, A.S. n. 935 della XIX legislatura: la proposta di concentrazione del potere nelle mani del capo presentata sotto le mentite spoglie di un “premierato” / Pastore, Fulvio. - In: DIRITTO PUBBLICO EUROPEO. RASSEGNA ONLINE. - ISSN 2421-0528. - 20:2(2023), pp. 36-47.
Stravolgimento della forma di governo parlamentare italiana nel DDL costituzionale, A.S. n. 935 della XIX legislatura: la proposta di concentrazione del potere nelle mani del capo presentata sotto le mentite spoglie di un “premierato”
Fulvio Pastore
2023
Abstract
Le preoccupazioni e le perplessità, suscitate dalla esperienza relativa al funzionamento delle forme di governo regionali, si accentuano ulteriormente nella prospettiva di una trasposizione a livello nazionale di soluzioni analoghe, atteso il fatto che lo Stato dispone di competenze particolarmente incisive e delicate, non allocate a livello regionale, come: tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza; difesa e forze armate; politica estera e rapporti internazionali; rapporti con le confessioni religiose; giurisdizione; determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali; previdenza sociale. Ad avviso di chi scrive, si deve, pertanto, ritenere, nella prospettiva di una revisione della forma di governo nazionale, che la soluzione preferibile sia quella di una razionalizzazione e stabilizzazione costituzionale della forma di governo parlamentare senza elezione diretta dell’esecutivo. Soluzione che si potrebbe utilmente perseguire attraverso le seguenti previsioni: superamento del bicameralismo perfetto e sussistenza del rapporto fiduciario solo tra camera bassa e governo; conferimento della fiducia al primo ministro da parte della camera dei deputati con la maggioranza assoluta dei voti; attribuzione al primo ministro del potere di nominare e di revocare i ministri; possibilità per la camera dei deputati di sfiduciare il primo ministro solo a maggioranza assoluta e con la indicazione contestuale del nuovo primo ministro.| File | Dimensione | Formato | |
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