L’evoluzione del concetto di sovranità, dalla sua formulazione classica fondata sul binomio potere – territorio, fino alla sua più recente declinazione digitale, evidenzia la trasformazione profonda dei fondamenti teorici e pratici del diritto e della politica contemporanea. Se la sovranità moderna si è affermata come strumento di coesione e controllo all’interno dello Stato – nazione, oggi, essa si confronta con un contesto globale in cui il potere si esercita attraverso reti, dati e algoritmi, spesso al di fuori di una giurisdizione pubblica unitaria. L’avvento della sovranità digitale impone, quindi, una riconcettualizzazione giuridica e politica. Non si tratta di abbandonare il paradigma statuale, bensì di integrarlo con nuovi strumenti normativi e forme di cooperazione internazionale in grado di assicurare trasparenza, equità e protezione dei diritti nel cyberspazio. La sovranità non compare ma si riconfigura in senso funzionale e multilivello. In tale prospettiva, il diritto è chiamato a svolgere un ruolo fondamentale: non solo come insieme di regole ma come cornice istituzionale per garantire l’inclusione, la partecipazione ed il controllo democratico sui nuovi centri di potere digitale. La costruzione di una vera sovranità europea nel cyberspazio dipenderà dalla capacità dell’Unione europea di dotarsi di infrastrutture proprie, regole comuni ed una visione strategica condivisa. In conclusione, la sovranità digitale rappresenta, oggi, non soltanto una sfida, ma anche un’opportunità per ripensare la cittadinanza, la governance e la legittimità nell’era della rete. Essa potrà affermarsi pienamente solo se sarà capace di tutelare la dignità ed i diritti dei cittadini digitali contro ogni forma di dominio, opacità e sorveglianza incontrollata.
Sovranità e telecomunicazioni: continuità, trasformazioni e nuove sfide / Terrano, Giovanni. - In: GIUSTAMM.IT. - ISSN 1972-3431. - unico:6(2025), pp. 1-10.
Sovranità e telecomunicazioni: continuità, trasformazioni e nuove sfide
GIOVANNI TERRANO
Primo
2025
Abstract
L’evoluzione del concetto di sovranità, dalla sua formulazione classica fondata sul binomio potere – territorio, fino alla sua più recente declinazione digitale, evidenzia la trasformazione profonda dei fondamenti teorici e pratici del diritto e della politica contemporanea. Se la sovranità moderna si è affermata come strumento di coesione e controllo all’interno dello Stato – nazione, oggi, essa si confronta con un contesto globale in cui il potere si esercita attraverso reti, dati e algoritmi, spesso al di fuori di una giurisdizione pubblica unitaria. L’avvento della sovranità digitale impone, quindi, una riconcettualizzazione giuridica e politica. Non si tratta di abbandonare il paradigma statuale, bensì di integrarlo con nuovi strumenti normativi e forme di cooperazione internazionale in grado di assicurare trasparenza, equità e protezione dei diritti nel cyberspazio. La sovranità non compare ma si riconfigura in senso funzionale e multilivello. In tale prospettiva, il diritto è chiamato a svolgere un ruolo fondamentale: non solo come insieme di regole ma come cornice istituzionale per garantire l’inclusione, la partecipazione ed il controllo democratico sui nuovi centri di potere digitale. La costruzione di una vera sovranità europea nel cyberspazio dipenderà dalla capacità dell’Unione europea di dotarsi di infrastrutture proprie, regole comuni ed una visione strategica condivisa. In conclusione, la sovranità digitale rappresenta, oggi, non soltanto una sfida, ma anche un’opportunità per ripensare la cittadinanza, la governance e la legittimità nell’era della rete. Essa potrà affermarsi pienamente solo se sarà capace di tutelare la dignità ed i diritti dei cittadini digitali contro ogni forma di dominio, opacità e sorveglianza incontrollata.| File | Dimensione | Formato | |
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