Prendendo le mosse da alcuni precedenti in materia di sfruttamento del lavoro che hanno riguardato il settore della moda di lusso, si indaga se la commissione del delitto di caporalato da parte di un’impresa appaltatrice possa, ricorrendone i presupposti, su tutti la mancata adozione di un valido modello organizzativo, essere fonte di responsabilità amministrativa degli enti per la società committente. Si considera, quindi, nella prospettiva degli assetti adeguati di impresa, la essenzialità della predisposizione del Modello 231, idoneo altresì a prevenire la commissione dei reati da parte dei soggetti formalmente esterni all’organizzazione societaria, ma appartenenti alla c.d. catena di fornitura dell’impresa. In quest’ambito, considerate le interazioni tra il modello di prevenzione dei reati e, da un lato, gli assetti di impresa, e, dall’altro, i fattori ESG, si compie infine qualche riflessione sulla Corporate Sustainability Due Diligence Directive e sull’impulso che essa potrà dare all’adozione di condotte virtuose lungo la catena del valore delle imprese.
Reati di impresa nella supply chain e responsabilità amministrativa ex d.lgs. n. 231/2001. Riflessioni a margine di alcuni provvedimenti in tema di luxury fashion “insostenibile” e criminale / LOCASCIO ALIBERTI, Enrico. - In: IL NUOVO DIRITTO DELLE SOCIETÀ. - ISSN 2039-6880. - 2(2025), pp. 242-282.
Reati di impresa nella supply chain e responsabilità amministrativa ex d.lgs. n. 231/2001. Riflessioni a margine di alcuni provvedimenti in tema di luxury fashion “insostenibile” e criminale
Enrico Locascio Aliberti
2025
Abstract
Prendendo le mosse da alcuni precedenti in materia di sfruttamento del lavoro che hanno riguardato il settore della moda di lusso, si indaga se la commissione del delitto di caporalato da parte di un’impresa appaltatrice possa, ricorrendone i presupposti, su tutti la mancata adozione di un valido modello organizzativo, essere fonte di responsabilità amministrativa degli enti per la società committente. Si considera, quindi, nella prospettiva degli assetti adeguati di impresa, la essenzialità della predisposizione del Modello 231, idoneo altresì a prevenire la commissione dei reati da parte dei soggetti formalmente esterni all’organizzazione societaria, ma appartenenti alla c.d. catena di fornitura dell’impresa. In quest’ambito, considerate le interazioni tra il modello di prevenzione dei reati e, da un lato, gli assetti di impresa, e, dall’altro, i fattori ESG, si compie infine qualche riflessione sulla Corporate Sustainability Due Diligence Directive e sull’impulso che essa potrà dare all’adozione di condotte virtuose lungo la catena del valore delle imprese.| File | Dimensione | Formato | |
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