L’assistenza domiciliare al malato neoplastico, a metà strada tra l’assistenza familiare e quella ospedaliera, realizza una gestione del malato in contesti emotivi ed ambientali conformi alle sue necessità, che consentono di attenuare il livello di percezione delle sofferenze psico-fisiche attraverso l’incremento di fiducia nei curanti e la tolleranza al patimento. In tale prospettiva viene prospettata una sintetica storia di tale forma di assistenza in Italia, anche alla luce delle tappe fondamentali percorse al riguardo dalla evoluzione normativa. Si passa, poi, a considerarne le caratteristiche di strutturazione ambientale (home care, hospice residenziale, rapporti con l’unità di supporto ospedaliero) e la tipologia dei componenti sanitari dell’equipe assistenziale, cui afferiscono a pieno titolo e con sostenuta motivazione i membri della famiglia del malato neoplastico. Tratteggiati vantaggi e limiti di un tal genere di assistenza si sviluppano distinte considerazioni sul malato oncologico in via di guarigione, su quello non guaribile, sul malato terminale. Vengono infine affrontate le peculiari problematiche etico-deontologiche dell’assistenza domiciliare al neoplastico su temi quali l’informazione al paziente e alla famiglia, il consenso alle cure, il rifiuto delle terapie, le tentazioni eutanasiche, il dovere di riservatezza, la responsabilità professionale degli operatori.

Aspetti etici e pragmatici dell'assistenza domiciliare al malato neoplastico

BUCCELLI, CLAUDIO;PATERNOSTER, MARIANO;
2004

Abstract

L’assistenza domiciliare al malato neoplastico, a metà strada tra l’assistenza familiare e quella ospedaliera, realizza una gestione del malato in contesti emotivi ed ambientali conformi alle sue necessità, che consentono di attenuare il livello di percezione delle sofferenze psico-fisiche attraverso l’incremento di fiducia nei curanti e la tolleranza al patimento. In tale prospettiva viene prospettata una sintetica storia di tale forma di assistenza in Italia, anche alla luce delle tappe fondamentali percorse al riguardo dalla evoluzione normativa. Si passa, poi, a considerarne le caratteristiche di strutturazione ambientale (home care, hospice residenziale, rapporti con l’unità di supporto ospedaliero) e la tipologia dei componenti sanitari dell’equipe assistenziale, cui afferiscono a pieno titolo e con sostenuta motivazione i membri della famiglia del malato neoplastico. Tratteggiati vantaggi e limiti di un tal genere di assistenza si sviluppano distinte considerazioni sul malato oncologico in via di guarigione, su quello non guaribile, sul malato terminale. Vengono infine affrontate le peculiari problematiche etico-deontologiche dell’assistenza domiciliare al neoplastico su temi quali l’informazione al paziente e alla famiglia, il consenso alle cure, il rifiuto delle terapie, le tentazioni eutanasiche, il dovere di riservatezza, la responsabilità professionale degli operatori.
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