Rione Terra da vivere, la sfida degli architetti lunedì 19 aprile 2010 alle ore 10.24 Monumenti senza più recinsioni né barriere che li dividano dal contesto in cui si trovano ma integrati perfettamente nel tessuto sociale, prima ancora che urbano, come nella Pechino olimpica. E’ la Pozzuoli immaginata da 40 giovani architetti provenienti da mezzo mondo che hanno partecipato al Rione Terra ai lavori del workshop internazionale , organizzato dalla sezione flegrea dell’Aniai, l’Associazione nazionale ingegneri e architetti presieduta in Campania dal professore Alessandro Castagnaro. I professionisti arrivati da Cina, Nepal, Senegal, Brasile, Egitto e Francia hanno studiato la storia di Pozzuol e dei Campi Flegrei, ne hanno analizzato i punti di forza e quelli de debolezza dal punto di vista urbanistico sulla scorta dell Know-how acquisit nelle più importanti facoltà europee e asiatiche. Filosofie progettuali a confronto, con il denominatore comune del recupero degli spazi urbani vuoti di Pozzuoli, a cominciare dalla zona del largo Palazzine, sede abituale del mercato rionale all’aperto. . Molti dei professionisti arrivati a Pozzuoli hanno trasfuso nei loro progetti un’idea fondamentale: un monumento recintato dimostra indifferenza culturale. . I professionisti d’Oltralpe, invece, hanno portato l’esempio del tempio di Nimes, che ha il suo gemello architettonico nel tempio-duomo del Rione Terra ma, a differenza di quest’ultimo, pienamente accessibile e organico al contesto urbano. . . Fonte Il Mattino - Napoli